03 febbraio, 2007

Il mistero dei minatori tedeschi a Bezù


" Nel 1153 un nobile di quella regione, un uomo che simpatizzava per i Catari, divenne Gran Maestro dell'Ordine del Tempio. Si chiamava Bertrand de Blanchefort e la sua dimora era situata su una vetta a pochi km da Bezù e da Rennes le Chateau. Bertrand de Blanchefort, che presiedette l'Ordine dal 1153 al 1170, fu probabilmente il più interessante di tutti i Gran Maestri dei templari. "
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" Pochi anni dopo il riconoscimento ufficiale dei templari, Bertrand era entrato a farne parte: non solo, ma aveva donato loro terreni nei dintorni di Rennes le Chateau e di Bezù. Nel 1156, quando Bertrand era Gran Maestro, a quanto si dice l'Ordine fece arrivare nella zona un contingente di minatori di lingua tedesca. Questi operai erano soggetti a una disciplina severa, quasi militare. Era loro proibito di fraternizzare con la popolazione locale e venivano tenuti rigorosamente segregati. Fu addirittura creata una speciale istituzione giudiziaria, la Judicature des Allemands, per dirimere i problemi legali che li riguardavano. Ufficialmente avevano il compito di sfruttare le miniere d'oro sulle pendici della montagna di Blanchefort: le miniere l'oro che erano state completamente esaurite dai romani quasi mille anni prima.
Nel diciassettesimo secolo alcuni ingegneri ebbero l'incarico di studiare le prospezioni mineralogiche della zona e di redigere rapporti dettagliati. Nel suo rapporto uno di loro, Cesar d'Arcons, parlò delle rovine che aveva trovato, ciò che restava dell'attività degli operai tedeschi. In base alle sue ricerche, dichiarò che i tedeschi non dovevano aver estratto minerali. E allora che cosa avevano avevano fatto? Cesar d'Arcons non era sicuro: forse lavori di fusione, forse lavori di costruzione in metallo, forse addirittura lo scavo di una cripta sotterranea per creare una specie di deposito."
Tratto dal libro: Il Santo Graal, di M. Baigent, R. Leigh, H. Lincoln
( immagine: rovina delle miniere di Blanchefort dal sito: http://members.aol.com/renneschateau/blanch.htm )

31 gennaio, 2007

Sulla missione dei Templari


"Evidentemente Bernardo di Chiaravalle non ha mandato Ugo di Payns, né suo zio Andrea di Montbard, a sorvegliare le strade. Non è nemmeno la ragione per la quale Eustachio di Boulogne si è separato dai suoi cavalieri. O ancora il motivo per cuiUgo da Champagne, nel 1125, abbandonerà la sua contea, che è quasi un regno.
Ma se la sorveglianza delle strade è una "copertura", qual'era la vera missione dei nove cavalieri? Sono stati scelti cavalieri, cioè prodi, senza dubbio, non solo fisicamente, e addestrati all'uso delle armi. Tuttavia non si batteranno; la loro vita dev'essere messa a rischio il meno possibile...
La sorveglianza li costringe a vivere a contatto col mondo, ma da loro si esige che si comportino come monaci; che rimangano casti e non sottomessi alle passioni. Nulla deve sviarli dal loro compito. Non devono essere poveri, ma privi di beni personali. E' dunque impossibile comprarli. Infine, devono assolutamente obbedire. La missione prima di tutto. Per far accettare simili sacrifici, doveva trattarsi di una missione assai importante!" Tratto da: I misteri della cattedrale di Chartres, di Louis Charpentier

28 gennaio, 2007

Ancora sull'occhio divino





















Il simbolo dell'occhio sulle banconote da un dollaro e un'altra foto della chiesa di San Martino con l'occhio scolpito sulla facciata in alto. Venne nominata per la prima volta in alcuni documenti del 1067. Venne ricostruita come oggi la si vede tra il 1807 e il 1809.